PIU’ SERVIZI PROFESSIONALI PER CRESCENTI PROBLEMATICHE SOCIALI – TUTTI I COMUNI DEL DISTRETTO FORTEMENTE IMPEGNATI

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La riorganizzazione dei servizi sociali professionali nei Comuni del distretto di Viadana prende avvio con il 1° novembre, attraverso l’affidamento in appalto ad un’Associazione Temporanea d’Imprese tra le soc. coop.ve sociali Agorà (Rivarolo M.no) e Tante Tinte (Gonzaga). Questo nuovo affidamento, con il coordinamento in capo all’Ufficio di Piano del Consorzio, permette l’inserimento di più operatori sociali, rispetto al recente passato, per la presa in carico delle problematiche socio-assistenziali dei cittadini più bisognosi.

In particolare il “Servizio Tutela dei Minori” è organizzato in un’equipe composta da n. 3 assistenti sociali (mentre fino ad oggi erano a disposizione solo n. 2), un avvocato, due psicologi e un supervisore;

 il “Servizio sostegno famiglie e adulti fragili” proseguirà il suo operato con n. 4 assistenti sociali (fino ad ora erano n. 3) che saranno presenti in giorni prestabiliti in otto Comuni del distretto (mentre i comuni di Bozzolo e di Viadana dispongono di personale dipendente proprio);

“Servizio Territoriale del Centro di Assistenza Domiciliare Ce.AD. e segretariato sociale” che verrà potenziato da un assistente sociale (prima a tempo parziale e ora a tempo pieno) e da un operatore sociale (nuova figura professionale prima non disponibile) che svolgerà l’attività di segretariato sociale a sostegno del servizio di assistenza domiciliare di tutti i Comuni dell’ambito territoriale di Viadana, in integrazione e in collaborazione con gli operatori del distretto sanitario ASL di Viadana. Quest’ultimo servizio del Ce.AD. in effetti subirà una progressiva trasformazione in quanto il servizio di assistenza domiciliare da gestione principalmente sociale localizzata presso i singoli Comuni passerà ad una gestione integrata e complessa socio-sanitaria presso il Consorzio/Ce.AD. per una più efficace presa in carico dei cittadini anziani e disabili non autosufficienti e per le persone portatrici di fragilità sociale e sanitaria.

Questi servizi sopradescritti dimostrano una significativa sensibilità da parte dei Sindaci di tutti i Comuni aderenti al Consorzio alle problematiche socio-assistenziali e socio-sanitarie. Questa azione rappresenta un impegno necessario in un’ottica di prevenzione del disagio, disponendo in tal modo di figure professionali sempre più qualificate per affrontare le condizioni di vita sempre più complesse e purtroppo sempre più frequenti.  Il sistema deve adeguarsi per essere in grado di affrontare la crisi in atto che coinvolge molte famiglie. Questo è un passo importante.

Il Presidente del Consorzio Servizi alla Persona

Dario Anzola

 

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IV Novembre

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Amici siamo qui oggi per rendere omaggio alle nostre forze armate alle quali vogliamo dire un sentito grazie e siamo qui a ricordare un grande avvenimento, lontano, ma che ha segnato tanti eventi posteriori: la fine della prima guerra mondiale. Il monumento al quale abbiamo appena reso onore, ricorda i nostri compaesani che in quel conflitto persero la vita, insieme a tanti giovani di tanti altri paesi che persero i loro sogni sui campi di battaglia. Racconti che fanno accapponare la pelle.

“Il superiore ha il sacro potere di passare immediatamente per le armi i vigliacchi”. Diceva il generale Cadorna

Mentre tra i soldati in trincea. Un tenente in trincea scrive:

i comandi sembravano impazziti. Avanti! Non si può! Che importa? Avanti lo stesso. Ma ci sono i reticolati intatti! I reticolati si sfondano coi petti o coi denti o con le vanghette. Avanti! Coloro che confezionavano gli ordini li spedivano da lontano; e lo spettacolo della fanteria che avanzava, visto al binocolo, doveva essere esaltante. Non erano con noi, i generali; il reticolato non l’avevano mai veduto se non negli angoli dei loro uffici, e non si capacitavano che potesse essere un ostacolo. Arrangiatevi, ma andate avanti, perdio! Che si fa, si scherza? “

 Questa è la guerra, atti eroici guidati dal senso dell’onore in mezzo a un mare di sofferenza e la poca considerazione per la vita umana. La guerra rende aridi.

Si pensava allora che quella dovesse essere l’ultima guerra, che sarebbe stato il conflitto definitivo per mettere le cose a posto una volta per sempre. Illusione. Povera illusione.

Dopo la prima guerra mondiale vi sono stati molti altri conflitti ed anche una seconda guerra mondiale, lo sappiamo bene.           Perché?

Perché si è vinta la guerra, ma si è persa la pace.

Vinto il conflitto si è pensato di spartirsi il bottino, di umiliare le nazioni vinte, di soffocarle con pretese forse enormi. Tutto questo unitamente alla crisi economica sociale ha causato il sorgere di dittature nazionaliste in diversi paesi che poi hanno innescato diversi conflitti e la seconda guerra mondiale. Altro carnaio di povera gente.

Le guerre si possono vincere o perdere, ma quel che è certo è che sono sempre una sconfitta dell’umanità e dei popoli.

Si, noi viviamo nell’assenza di conflitti, nella pace, ma se ci arrocchiamo nei nostri interessi personali, se costruiamo dei nemici, rischiamo di perdere la pace.

Siamo qui allora per rinnovare il nostro impegno per la giustizia nelle nostre vite e nei nostri paesi, siamo qui per rinnovare la nostra partecipazione alla vita insieme e al confronto civile delle idee e dei valori.

Siamo qui per rinnovare il nostro impegno nella vita civile.

Siamo qui per vigilare affinchè non venga mai più sconfitta la pace.

D.A.

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Funerali di Priebke

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Funerali di Priebke.

Se ne parla da giorni e così anch’io provo a riflettere in merito all’accaduto.

Prima cosa da chiarire è che la Chiesa non ha negato il funerale, bensì ha detto di farlo in forma privata. Decisione comprensibile e condivisibile. La richiesta invece di farlo in forma pubblica mi pare altamente provocatoria. L’intento era proprio di scatenare le polemiche che incalzano in questi giorni. Il figlio del defunto ha dichiarato: “lo seppelliscano in Israele. Quelli rompono nel mondo fin da prima di Cristo. Perché continuano  a prendersela con uno dei tempi della guerra finita più di 60 anni fa?”. Dichiarazioni a dir poco deliranti dico io. Il dolore non ha data di scadenza. Le atrocità fanno male ma non vanno a male. Un funerale non si nega a nessun cristiano, non sta a noi giudicare la misericordia di Cristo. Pretendere, però, che questo funerale diventi un evento, quasi un monito o una forma di rivincita verso gli accusatori è inaccettabile. Aver approvato tale richiesta avrebbe significato cancellare anni spesi nel ricordo e nella condanna dei delitti di guerra. 

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I cristiani si sporchino le mani. Impegno politico e sociale.

L’incontro di ieri sera a Viadana dal titolo “i cristiani si sporchino le mani. Impegno politico e sociale”. 

Nella mia introduzione ho spiegato che la tematica nasce dalle recenti dichiarazioni di Papa Francesco.

Ho proseguito riflettendo sul fatto che tutti dobbiamo sentirci responsabili nella costruzione del bene comune. Non basta puntare il dito verso chi si impegna, bisogna metterci impegno, fatica e dare il proprio contributo. Ha poi iniziato il suo trattato filosofico teologico sul tema don Massimo Cortellazzi ex vicario di Viadana e attualmente a Vailate. “il cristiano non deve mettere le mani nello sporco, ma sullo sporco come si fa quando si deve raccogliere lo sporco, quando si deve pulire.

L’impegno alla costruzione del bene inizia dalle piccole cose quotidiane, dal decidere di rispettare l’ambiente ad esempio e poi prosegue in ogni altro aspetto della vita e nelle interazioni sociali. Ogni volta che mi rapporto ad un altro individuo, comunico, faccio politica. Troppo spesso i politici si sono limitati a mangiare, ora c’è bisogno di chi sappia cucinare, ovvero costruire, preparare un futuro per le generazioni a venire”Immagine

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Assistenza e disabili. Braccio di ferro tra Provincia e Comuni.

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Di ritorno ora dalla lunga riunione in provincia di Mantova per discutere dell’assistenza ad personam per gli studenti disabili delle scuole superiori.

Ad oggi nonostante ben due sentenze la Provincia non riconosce la propria competenza in merito. Almeno diversamente dall’anno scorso si offre di rimborsare una percentuale per ciò che verrà speso. A loro peró spetterebbe l’intera copertura, ciò mi sembra chiaro. A fare lo sforzo nonostante i tagli naturalmente sono sempre i Comuni.

In alcuni distretti il servizio non é partito, ma tranquillizzo gli utenti del distretto di Viadana in quanto il servizio da noi é partito.

I ragazzi non possono pagare le conseguenze di dinamiche politiche.

Dario Anzola

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Il contestato aumento dell’IVA

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L’argomento del giorno è senza dubbio il contestato aumento dell’iva.

L’iter avvenuto per arrivare ad oggi è il seguente:

L’emendamento è stato approvato dal governo Berlusconi il 17 settembre 2011, per rimediare al pareggio di bilancio nel 2013, come da impegni presi con l’Unione Europea. Per questo motivo, al testo della legge venne inserita nell’agenda di governo l’aumento dell’IVA, attraverso una “rimodulazione delle aliquote delle imposte indirette, inclusa l’accisa” in sostituzione della revisione. A mettere tutto in pratica, Mario Monti, che nel decreto salva-Italia stabilì l’aumento di due punti delle aliquote del 10 e del 21 per cento, dal primo ottobre 2012, e di altro mezzo punto dal 2014, per un importo del valore di 16,4 miliardi a regime dal 2014.

Dico ciò non per dare colpe, ma perché ritengo che conoscere l’origine delle cose possa aiutare a comprendere le reali cause dell’attuale crisi di Governo. Chi pagherà le conseguenze di questa instabilità? Gli italiani. I cittadini che sono stanchi di pagare tanto, questo è evidente, ma sono soprattutto stanchi di pagare senza avere un orizzonte da raggiungere. Oggi c’è un governo e impone una tassa.

Subito dopo arriva il successivo che la toglie e ne impone un’altra. Però quest’ultimo ha le ore contate e si pensa già ai provvedimenti che prenderà il Governo che arriverà. I cittadini si sentono presi in giro, anzi sono presi in giro. Pagare tanto, troppo e per cosa? La stabilità non è una parola solo sbandierata e richiesta dai politici più illuminati. Un governo politico, piaccia o non piaccia, quando c’è, è eletto,  è giusto che vada avanti. Verrà giudicato poi per le sue azioni e non sui processi alle intenzioni. Gli italiani hanno bisogno di un orizzonte.

Dobbiamo sapere dove ci vogliono portare. Allora si ci stanno i sacrifici, l’impegno, gli sforzi. Diversamente no.

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Può un occhio che non ha mai visto il mare immaginarne la vastità?

Vedo ogni settimana negli occhi dei miei studenti una luce di speranza che tende ad affievolirsi.

Giovani ragazzi con il cuore pieno di umanità, un’umanitá che traspare e ne delinea la profondità personale. Vedono tanti adulti, parenti, conoscenti in difficoltà, sentono i giornali che parlano della crisi e ogni giorno, questi giovani, tra le tante cose che fanno si dimenticano di sognare.

Forse non ne sono più capaci.  O forse non l’hanno mai fatto.

Si aspettano giá un futuro poco roseo. Sanno giá che le cose nel nostro paese non miglioreranno. I ragazzi hanno smesso di sognare. Questo é il delitto peggiore che le generazioni che li hanno preceduti potessero compiere. Il furto di sogni purtroppo non é punibile dal codice penale. Può un occhio che non ha visto il mare, mai, immaginarne la vastità? E così una mente non abituata a sognare si limiterá a sopravvivere.

Allora ecco il grande compito della scuola: certo istruire, ma più di tutto credere in questi ragazzi e dire loro che devono volare alto, progettare il loro futuro senza limiti. Compito dei governanti é rimediare a questo delitto contro l’umanità, quello di aver reso un lusso la naturale capacita di sognare e immaginare un futuro felice.

Nel frattempo io faró di tutto affinché quella flebile luce negli occhi dei miei studenti non si spenga, ma anzi possa diventare talmente brillante da contagiare i loro coetanei.

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